I tassi bassi pungolano la fantasia di chi cerca rendimenti. Così si moltiplicano sul mercato gli strumenti finanziari che promettono guadagni a scadenza allettanti, e/o ghiotte cedole durante la vita del titolo.

La restituzione del capitale, in questi casi, avviene però solo a condizione che non si verifichino determinati eventi: tipicamente un forte ribasso di azioni o indici azionari.

Parliamo dei certificati d’investimento, proposti da tempo a risparmiatori e gestori, con nomi commerciali fantasiosi (cash collect, bonus cap, ecc), ma funzionamento sempre molto simile.

Si sottoscrive il certificato, e se la condizione regolamentare non si verifica (esempio: l’azione Telecom non scende mai sotto un certo livello, di solito il 60% o il 70% del suo prezzo iniziale) tutto va bene. Quando però succede il peggio e le discese sono forti, la patata bollente passa in mano al sottoscrittore. Egli non riceve più quanto promesso, ma anzi deve immediatamente sopportare tutte le perdite accumulate dal titolo sottostante a partire dal livello iniziale.

In pratica si cammina sull’orlo di un baratro e appena l’azione (o l’indice) cui fa riferimento il certificato tocca la barriera regolamentare, vi si precipita dentro e sono subito dolori.

caccia rendimenti

Le alternative

Seguendo con attenzione il mercato di questi strumenti, però, si possono trovare soluzioni un po’ meno “crudeli” senza rinunciare a promesse di rendimento in qualche caso da capogiro.

E’ il caso di alcuni certificati emessi da Leonteq, una banca svizzera specializzata in attività di capital market, posseduta per più di un terzo da Raiffeisen (terzo Gruppo bancario elvetico e colosso del credito).

Parliamo, per esempio, dell’Express Certicate con ISIN CH0387883330 (scadenza 10/11/21) indicizzato a un paniere di quattro azioni:

  • Unicredit
  • Banca popolare dell’Emilia Romagna
  • Groupon
  • Yelp

Approfondiamo le caratteristiche dello strumento

  • Si ricevono cedole trimestrali del 3% (12% annuo), purché, al momento del pagamento della cedola nessuno dei titoli del paniere valga meno della metà del prezzo iniziale (strike).
  • Ogni tre mesi, alla data di pagamento delle cedole, si osservano i prezzi delle azioni del paniere: se tutti i titoli del paniere sono sopra il livello iniziale (strike), il certificato rimborsa anticipatamente a 100 (meccanismo dell’autocall).
  • Se, durante la vita del certificato, non viene pagata una o più cedole perché uno o più titoli del paniere valgono meno della metà del prezzo iniziale, ma in seguito tutti i titoli del paniere ritornano sopra la metà del prezzo iniziale, allora si ricevono tutte le cedole arretrate che non sono state corrisposte (meccanismo dell’effetto memoria).

Cosa avviene al momento del rimborso? Se il certificato non è stato rimborsato anticipatamente (almeno uno dei titoli del paniere è sempre stato più basso del livello iniziale), ci sono due casi:

  • nessuno dei titoli del paniere è più basso della metà del prezzo iniziale (nessun titolo ha dimezzato, in parole povere): rimborso del certificato a 100;
  • il peggiore dei titoli del paniere ha subito perdite superiori al 50%: il rimborso del certificato è uguale a 100 meno tutto quello che ha perso il peggior titolo rispetto alla metà del suo valore iniziale.

Esempio: il certificato scade e il titolo che è andato peggio è Unicredit, che supponiamo valga 7,61 euro per azione. Rispetto allo strike iniziale (16,91) l’Unicredit vale il 45% (7,61/16,91 = 0,45). Il certificato rimborsa a 90, poiché Unicredit ha perso il 10% rispetto alla metà del valore iniziale.

È il cosiddetto “low strike”, che a fronte di perdite cospicue del sottostante non fa precipitare il capitale a 45 appunto, ma offre una sorta di franchigia, in questo caso di ben il 50% del valore del titolo, per poi cominciare a “limare” il valore di rimborso solo a fronte di perdite superiori.

Il certificato quota oggi circa 980, a sconto rispetto al rimborso, previsto a 1000.

Uno strumento alternativo per chi cerca rendimento

I rendimenti promessi (se si incassano tutte le cedole e non ci sono gravissime défaillance dei titoli del paniere in quattro anni abbiamo utili di 500 euro ogni 980 investiti!) fanno capire con evidenza che si tratta di uno strumento rischioso.

Quattro anni sono lunghi e uno dei titoli del paniere potrebbe andare anche molto male.

Resta il fatto che concettualmente il prodotto è ben articolato rispetto a molti altri dello stesso tenore, e, soprattutto, anche se fa correre a chi lo acquista qualche pericolo, perlomeno offre rendimenti di assoluto rilievo.

Per completezza

Leonteq ha emesso un certificato gemello a quello analizzato nel presente articolo con ISIN CH0387883348 dalle caratteristiche simili ma con alcune differenze:

  • cedole più basse;
  • titoli sottostanti meno volatili.

Estratti dei regolamenti

Aggiungiamo per chi fosse interessato gli estratti dei regolamenti di entrambi gli strumenti.

Torino, 16 novembre 2017

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Marco Vinciguerra

Socio in Tokos
Esperto di obbligazioni, ha gestito fondi comuni e portafogli assicurativi e previdenziali. Dal 2000 è consulente per gli investimenti di clienti privati e istituzionali.
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