I BTP come bene rifugio

Torino, settembre 2016

I BTP come bene rifugio?

Agosto, si sa, è un mese caldo in Italia: le temperature sono alte e la tendenza a disidratarsi è spiccata.

Al riparo da questa canicola Isabella Bufacchi de “Il Sole 24 Ore” scrive un articolo il 30 agosto, con un titolo che lascia poco spazio all’immaginazione: “Se il BTP adesso è scelto come «bene-rifugio»”. E la chiusa dell’articolo è ancora più incisiva.

“Ma il mercato guarda altrove, cerca rendimento: reclama un BTP a 50 anni. Adesso.”

Un rifugio, quindi, i titoli di stato italiani. Vediamo se questo rifugio può essere sicuro e accogliente, oppure, se può diventare una trappola come la tana a singolo ingresso di un roditore che viene facilmente inondata da un temporale di fine agosto.

Sappiamo tutti che la difficile congiuntura economica e le politiche monetarie non convenzionali della BCE (leggi “quantitative easing“) hanno portato i rendimenti dei titoli di stato, italiani e non, a livelli molto bassi.

I BTP come bene rifugio

I BTP come bene rifugio

Fonte: Bloomberg

La curva dei rendimenti dei BTP

Questo grafico e questa tabella sono inequivocabili: il BTP a tre anni rende lo 0,057% (possiamo azzardarci a dire che rende nulla). Il BTP a 10 anni ci garantisce un rendimento di 1,31 punti percentuali. E’ chiaro che c’è ben poco da mordere.

“Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza.”

Pur tuttavia la soluzione proposta da Isabella Buffacchi non sembra certo avere le caratteristiche di prudenza. Infatti…

Di domani non c’è certezza” scriveva Lorenzo de’ Medici nella sua “Canzona di Bacco“.

Assodato che il BTP auspicato dalla Buffacchi (il 2050) non esiste ancora, se prendiamo in considerazione il titolo a più lunga scadenza tra i BTP, il 2047 cedola 2,7%, ci esponiamo alle variazioni di prezzo che questa obbligazione può subire a causa del movimento dei tassi di interesse.

I BTP come bene rifugio

Fonte: Bloomberg

Il BTP ventennale

Questo il rendimento dei BTP ventennali negli ultimi due lustri: come si può notare al momento attuale siamo prossimi a rendimenti pari o poco superiori al 2% circa. In moltissimi periodi (quasi sempre) siamo stati ben al di sopra di questi livelli. Le cause sono state varie, come la crisi dei mutui subprime negli USA nel 2007, la crisi del debito pubblico europeo nel 2011 o anche solamente prospettive di crescita economica più floride, etc.

Siamo consapevoli che i tempi d’oro della crescita sono ormai passati e che rendimenti così ghiotti, forse, non si vedranno più.

Però è comunque utile fare alcune ipotesi per valutare come si muoverebbe il prezzo del titolo 2047, di poco inferiore per scadenza al titolo “rifugio” che a parere della Buffacchi il mercato reclama, se i tassi tornassero al 4%, al 4,5%, al 5% e al 5,5%.

In questo momento il BTP 2047 al tasso di 2,4% quota circa 107.

Cosa succede se si muovono i tassi?

Nela tabella sottostante si può vedere a che livello si assesterebbe il prezzo del titolo al variare dei tassi di rendimento.

  • Ipotizzando un tasso al 4% il prezzo diventa circa 78.

  • Ipotizzando un tasso al 4,5% il prezzo diventa circa 71.

  • Ipotizzando un tasso al 5% il prezzo diventa circa 65.

  • Ipotizzando un tasso al 5,5% il prezzo diventacirca 60.

Come si nota ci si espone a pesanti perdite in conto capitale se i tassi salgono; per non parlare poi del caso in cui la “crisi dello spread” si rimaterializzasse all’improvviso. Ai livelli di rendimento di fine 2011, come si vede dal grafico sopra circa l’8%, il nostro BTP 2047 più che dimezzerebbe la sua quotazione andando a valere circa 40. E il mercato a quel punto, difficilmente, reclamerebbe titoli più lunghi!

E ci sono ulteriori rischi legati all’andamento dell’inflazione; concettualmente quando un investitore compra un titolo a tasso fisso a lunga scadenza dev’essere ragionevolmente fiducioso del fatto che quel tasso fisso è adeguato, non solo al livello medio dei tassi futuri, ma anche nell’eventualità che il tasso di inflazione subisca un rialzo.

Questa ipotesi, nello scenario attuale, è tuttl’altro che estemporanea. Essa prende spunto dalle ripetute dichiarazioni di Mario Draghi, governatore della BCE, che auspica il tasso di inflazione prossimo al 2%.

Messa così, quindi, non pare una buona idea “rifugiarsi” nei BTP a lunga scadenza; anzi sembra una strategia di investimento piuttosto rischiosa. I BTP come bene rifugio.

Questo articolo rappresenta le opinioni dell’autore.

Esso non può in nessun modo essere inteso come una raccomandazione a comprare, vendere o cercare in altri modi esposizione a investimenti.

Giovanni Bajetto
Non seguirmi

Giovanni Bajetto

Consulente in Tokos
Consulente finanziario, gestore dei portafogli clienti e web manager della società.
Giovanni Bajetto
Non seguirmi

Ultimi articoli di Giovanni Bajetto (vedi tutti)

Condividi
Condividi via e-mail










Invia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta