I mercati americani dai livelli del 2009 (post crisi) sono saliti moltissimo e hanno raggiunto quotazioni impensabili fino a poco tempo fa. La domanda che può sorgere è: ma chi avrà mai comprato tutte quelle azioni? Scopriamo insieme il “margin debt” e il “buy-back”.

Sicuramente l’avranno fatto in tanti ma è doveroso chiarire un paio di concetti per comprendere come stanno andando realmente le cose.

Il margin debt e le azioni

Il primo concetto che vorremmo chiarire è il cosiddetto “margin debt”. Questo termine indica l’ammontare di denaro che viene preso in prestito dagli operatori del mercato per acquistare titoli (prevalentemente azioni).

Supponiamo di avere 10.000 euro di capitale da investire e crediamo fermamente che il mercato salirà. Cosa facciamo? Ci facciamo prestare dei soldi, diciamo che ci danno il 50% del nostro capitale, e con quei soldi (5.000 euro) compriamo altre azioni. Abbiamo quindi un capitale investito di 15.000 euro (10.000 nostri e 5.000 presi in prestito).

Sui 5.000 euro paghiamo gli interessi (come su ogni prestito): il bello è che negli ultimi anni i tassi di interesse sono stati molto bassi e quindi il costo dell’operazione è risibile.

E’ facile intuire come questo piccolo giochetto, con numeri molto più grandi, sia stato fatto da molti: e infatti il numero delle operazioni di acquisto di azioni a margine ha subito una crescita eccezionale.

Il New York Stock Exchange pubblica regolarmente l’ammontare del margin debt.

Scorrendo verso il basso la tabella e guardando la colonna del margin debt si può facilmente notare come esso è aumentato vertiginosamente negli ultimi anni. E graficamente rende molto di più.

Grafico dell’andamento del margin debt nei confronti dell’indice S&P 500 – Fonte: dshort.com

Come si può vedere il margin debt è cresciuto enormemente dal 2009 a oggi: sempre più operatori del mercato si indebitano (prendono a prestito denaro) per acquistare azioni.

E più queste ultime salgono, più gli operatori si indebitano.

Margin call

E’ un circolo molto vizioso e poco virtuoso: fino a che i mercati salgono tutti sono contenti. Quando i mercati scendono c’è il “margin call“: o l’operatore mette altri soldi a garanzia dell’operazione oppure vende le azioni per rientrare del prestito.

Il grafico sotto, se invertiamo l’andamento del margin debt risulta ancora più spaventoso.

Grafico dell’andamento del margin debt (invertito) nei confronti dell’indice S&P 500 – Fonte: dshort.com

Il potere del buy-back

Il secondo concetto da chiarire è quello del “buy-back”: esso consiste nel riacquisto da parte di una azienda o una società quotata sul mercato di azioni proprie.
Con questo meccanismo dette società riducono il numero di azioni circolanti e ne fanno contestualmente aumentare i prezzi.

Dal 2009 a oggi il 18% del mercato azionario americano è stato acquistato dalle società attraverso il buy-back come si vede nel grafico sottostante (linea rossa tratteggiata).

Grafico dell’andamento dei compratori e venditori di azioni USA – Fonte: Credit Suisse

Il grafico è chiaro: dal 2009 a oggi hanno comprato azioni americane solamente le società stesse. Tutti gli altri, istituzionali, fondi, risparmiatori hanno diminuito i loro investimenti.

Le società e le aziende americane hanno usato la loro cassa o si sono fatte prestare denaro a tassi bassissimi per ricomprarsi le loro azioni e abbellire i loro bilanci.

Conclusione

Interiorizzati questi due concetti speriamo sia ora più facile comprendere la disarmante ascesa degli indici americani avvenuta negli ultimi anni.

Torino, 29 agosto 2017

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Giovanni Bajetto

Consulente in Tokos
Consulente finanziario, gestore dei portafogli clienti e web manager della società.
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