Gli strumenti finanziari emessi dalle banche

Torino, settembre 2016

Gli strumenti finanziari emessi dalle banche

Il recepimento da parte dell’Italia della disciplina europea sul meccanismo di risoluzione degli istituti di credito, il famigerato bail-in, ha fatto diventare di attualità i rischi che gli investitori corrono acquistando strumenti finanziari emessi dalle banche.

Proviamo quindi a fare chiarezza su alcuni punti fondamentali, il tutto per dare un po’ di informazioni tecniche. A chi, cliente di una banca, o obbligazionista, o azionista, o tutte e tre le cose assieme, è preoccupato e confuso per i propri risparmi.

Cominciamo con le cose più semplici: azioni e obbligazioni bancarie.

Le azioni e le obbligazioni

Le azioni rappresentano capitale di rischio, mentre le obbligazioni sono debiti che le banche contraggono quando raccolgono denaro dai loro clienti o sui mercati finanziari.

Schematizzando moltissimo: i soci di una banca versano il capitale, per semplicità poniamo 15 euro. La banca raccoglie poi a prestito sotto varia forma dai suoi clienti, o attraverso depositi, o emettendo obbligazioni, ecc., all’incirca 85 euro. A questo punto la banca presta 100 euro (85+15) raccolti a soggetti che ritiene meritevoli di credito. Il guadagno della banca sta nella differenza fra il tasso di interesse riconosciuto ai clienti che le hanno dato i soldi in prestito e il tasso di interesse applicato ai soggetti che si fanno prestare il denaro dalla banca.

Se qualcuno di quelli a cui la banca ha prestato il denaro non lo restituisce, c’è una perdita. Essa deve essere ripianata dai soci per ripristinare i requisiti di capitale obbligatori. Su questo vigilano le autorità competenti, che sono la BCE per le banche di maggiori dimensioni e la Banca d’Italia per quelle più piccole.

Cosa è successo nel corso degli anni

Nel corso degli anni però, le autorità di controllo (che, è bene dirlo, erano esclusivamente le banche centrali dei singoli stati, e non la BCE) hanno fatto concessioni agli istituti di credito. Hanno permesso loro di emettere strumenti finanziari con caratteristiche molto sfaccettate. Questi strumenti contribuivano alla formazione di quei 15 euro di capitale di vigilanza senza essere azioni.

Questi strumenti si presentano come obbligazioni, ma hanno nel regolamento alcune clausole che le penalizzano nel caso in cui la banca navigasse in cattive acque. Vediamo per sommi capi le caratteristiche di questi strumenti, o almeno di quelli più comuni sui mercati finanziari.

Bond perpetui

Sono obbligazioni, ma la banca che le emette non è mai obbligata a rimborsarle. Infatti, non scadono mai. Di solito offrono interessi molto allettanti, che però possono essere sospesi o addirittura non pagati nel caso in cui la banca abbia bilanci in perdita. Naturalmente, non appena le cose vanno meglio le cedole ricominciano ad arrivare.

Inoltre, in alcuni di questi bond, le cedole possono essere sospese ma non cancellate. Si ammucchiano, quindi, e, se la banca ritorna all’utile, devono essere saldate prima che gli azionisti possano percepire il dividendo.

Nei regolamenti di questi prestiti è quasi sempre previsto che i detentori, se la banca va veramente male, possano subire una decurtazione del loro credito. Il tutto senza che la banca sia liquidata, ovvero che sia sottoposta alla procedura del bail-in.

Obbligazioni subordinate

Sono obbligazioni che corrispondono interessi periodici e hanno una scadenza; se la banca non ha problemi si comportano come le obbligazioni ordinarie.

Se ci sono delle criticità, invece, i sottoscrittori di questi strumenti possono essere in qualche modo coinvolti nella crisi della banca.

Qui però i regolatori hanno lasciato agli emittenti moltissima discrezionalità al momento del collocamento di queste obbligazioni.

Per semplificare, ne esistono di due tipi.

Obbligazioni Upper Tier II

E’ il tipo più pericoloso perchè, pur avendo una scadenza, può essere trattato, in caso di crisi della banca, come i bond perpetui.

Un doveroso esempio chiarirà il concetto. Il regolamento del prestito obbligazionario “Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. Tasso variabile subordinato Upper Tier II 2008 – 2018 (codice ISIN IT0004352586)” recita quanto segue.

[le obbligazioni sono] “caratterizzate, tra l’altro, dalla possibilità che il pagamento del capitale e degli interessi siano sospesi al verificarsi di eventi determinati quali le perdite di bilancio che determinino una diminuzione del capitale al di sotto del limite consentito per l’esercizio dell’attività bancaria (Euro 6.300.000,00) ed in caso di andamenti negativi della gestione che possono determinare un perdita di esercizio”.

I possessori di queste obbligazioni, quindi, possono essere chiamati a rispondere con il loro credito in caso di difficoltà della banca. Senza che per questo la banca sia sottoposta a liquidazione o coinvolta in un bail-in.

Gli strumenti finanziari emessi dalle banche

Immagine tratta dal prospetto informativo del bond Upper Tier II di cui sopra.

Obbligazioni Lower Tier II

Molto diverso è il discorso per le obbligazioni subordinate più comuni, le cosiddette LT2 (Lower Tier II). Si tratta di titoli il cui rimborso nel caso di liquidazione o fallimento dell’emittente avviene in seguito a quello dei creditori ordinari.

In questo caso la banca deve essere sottoposta a una procedura concorsuale, o al bail-in. Solo in questo caso drammatico chi ha queste obbligazioni è rimborsato solo dopo che sono stati soddisfatti gli altri creditori. In tutti gli altri casi (ristrutturazione della banca, conversione di crediti in capitale, ecc.) questi strumenti non vengono coinvolti.

Obbligazioni Senior

Sono debiti ordinari della banca contratti verso gli obbligazionisti. Rappresentano gli strumenti meno rischiosi nel caso di dissesto finanziario dell’istituto.

Conclusione

E’ sempre meglio fare attenzione.

Tali complessità sono state possibili in quanto i regolatori hanno concesso (e concedono) l’emissione e la circolazione di questi strumenti finanziari. In effetti basterebbe dire che il capitale di vigilanza di una banca deve essere tutto in azioni, e tutte le obbligazioni invece sono uguali.

Ma tant’è, la situazione è diversa, e così è bene prestare molta attenzione ai regolamenti di questi prestiti subordinati. Molto spesso però è difficile consultarli, sia che si acquistino obbligazioni presenti sul mercato sia nel caso ce le offra la nostra banca.

Questo articolo rappresenta le opinioni dell’autore.

Esso non può in nessun modo essere inteso come una raccomandazione a comprare, vendere o cercare in altri modi esposizione a investimenti.

Marco Vinciguerra

Marco Vinciguerra

Socio in Tokos
Esperto di obbligazioni, ha gestito fondi comuni e portafogli assicurativi e previdenziali. Dal 2000 è consulente per gli investimenti di clienti privati e istituzionali.
Marco Vinciguerra

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