Torino, agosto 2017

 

In USA i debiti delle carte di credito nel 2017 superano il picco registrato nel 2008 (vigilia della crisi “subprime”) e i prestiti agli studenti e quelli per l’acquisto di automezzi toccano un nuovo record.

I dati, non proprio entusiasmanti, sono stati riportati dalla FED a inizio agosto: il credito facile e i tassi bassi hanno ingolosito l’americano medio a quanto sembra.

I crediti (sarebbe più corretto chiamarli debiti) elargiti mediante i circuiti delle carte di credito sono cresciuti nel solo mese di giugno di 4,1 miliardi di $ per un totale di 1.021 miliardi di $.

Il precedente “primato” era dell’estate 2008…

Al tutto va aggiunto l’aumento di 8,3 miliardi di $ in crediti di altro tipo che ha raggiunto il  picco di ben 2.831 miliardi di $. In totale quindi il credito è aumentato di 12,4 miliardi di $, portando il credito complessivo al nuovo massimo di 3.856 miliardi di $.

Quindi non sono solamente gli indici americani a battere nuovi record…

Anche i debiti degli studenti (1.450 miliardi di $) e quelli contratti per l’acquisto di veicoli (1.131 miliardi di $) raggiungono livelli mai toccati.

Da questi dati sembra quindi che gli americani si stiano indebitando sempre di più per mantenere il loro stile di vita.

Il credito facile e i bassi tassi di interesse possono essere molto attraenti… A patto che i tassi rimangano, appunto, bassi. Il problema è che in questo momento storico sembra proprio che i tassi di interesse si stiano alzando nuovamente.

Ce la farà l’americano medio a pagare le rate più salate nello scenario in cui i tassi diventassero un problema?

C’è una evidente differenza con ciò che è successo poco meno di 10 anni fa con i debiti dei mutui subprime: allora chi non riusciva a pagare le rate del mutuo subiva un pignoramento e gli veniva portata via la casa.

In questi casi sopracitati… Come rientra la banca in caso di insolvenza del debitore? Porta via la TV a chi l’ha comprata con la carta di credito? Pignora i libri allo studente o l’automobile al debitore insolvente? Qui non ci sono asset come le case dietro questi prestiti. Ci sono beni soggetti a una svalutazione repentina o non c’è proprio nulla.

Dietro questi crediti (debiti) c’è il vuoto.

I debiti degli americani ai massimi storici
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Giovanni Bajetto

Consulente in Tokos
Consulente finanziario, gestore dei portafogli clienti e web manager della società.
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