FacSet (società americana che si occupa di ricerca e analisi finanziaria) ha da poco pubblicato i risultati degli utili delle società che compongono l’indice americano S&P 500. Gli utili per azione sono lievitati e le azioni hanno segnato rialzi stratosferici.

Bene, i risultati sono ottimi: gli utili sono aumentati del 10,2% (“adjusted” earnings) anno su anno con gli energetici che segnano un + 332% (il prezzo del petrolio è passato da 35$ a 53$ al barile), il settore informatico + 14,7%, servizi + 10,8% e settore finanziario + 10,3%.

Quindi Wall Street non può che essere contenta di tali risultati così rosei.

E’ davvero tutto così bello all’interno dell’indice S&P 500?

Gli utili per azione (EPS, earning per share), uno dei parametri più importanti per le valutazioni aziendali, sono ai livelli del maggio 2014.

Grafico dell’andamento dell’indice S&P 500 e degli utili per azione negli ultimi 10 anni – Fonte: Facset

Come si vede dal grafico soprastante la linea nera, che indica l’andamento degli utili per azione, è praticamente piatta nel periodo 2014-2017.

E i valori attuali sono identici a quelli dell’anno 2014: ciò significa che negli ultimi tre anni gli utili non sono aumentati.

Adjusted earnings: le azioni e gli utili per azione sono più belli

Già di per se questo dato non è piacevole ma ad aggravare la situazione c’è la consapevolezza che i dati forniti dalle aziende e dalle società agli analisti sono sottoposti a una profonda e complessa manipolazione da parte dell’ingegneria finanziaria. Questi dati, infatti, sono i cosiddetti “adjusted” earnings, ovvero gli utili (letteralmente “adattati”) dalla suddetta ingegneria finanziaria per farli apparire migliori possibile. Non tutte le società lo fanno, non è ne un obbligo ne un divieto: ognuno fa come vuole.

Ma torniamo al nostro grafico: gli utili sono al livello di maggio 2014… E, dall’agosto 2012, sono cresciuti del 12%… Più o meno come l’inflazione.

Nello stesso periodo però l’indice S&P 500 è salito del 72%!

Numero di azioni circolanti

A peggiorare ulteriormente il quadro, come se ce ne fosse bisogno, c’è un altro fattore: il dato degli utili per azione (essendo un rapporto) è fortemente influenzato dal numero di azioni circolanti (che sono il denominatore nella frazione). Più azioni ci sono sul mercato più il valore degli utili sarà diluito (sarà più basso), altresì con meno azioni in circolazione gli utili per azione appariranno migliori (saranno più elevati).

Negli ultimi anni, grazie ai tassi di interesse particolarmente bassi, le società hanno preso in prestito moltissimi soldi che hanno utilizzato secondo le leggi dell’ingegneria finanziaria. Invece di utilizzarli per fare ricerca, ampliare il loro mercato, investire… Hanno preferito fare il cosiddetto “buy-back”, ovvero si sono ricomprati le loro stesse azioni sul mercato.

Effetto: il prezzo delle azioni è salito ulteriormente e le azioni in circolazione sono diminuite.

Gli utili per azione si sono quindi ulteriormente abbelliti, proprio grazie al meccanismo spiegato sopra.

I poteri dell’ingegneria finanziaria…

Un altro articolo interessante sullo stesso tema è presente qui.

Torino, 28 agosto 2017

I poteri dell’ingegneria finanziaria: azioni e utili per azione del S&P 500
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Giovanni Bajetto

Consulente in Tokos
Consulente finanziario, gestore dei portafogli clienti e web manager della società.
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