Torino, agosto 2017

Domani si apre a Jackson Hole (una valle che si estende nello stato del Wyoming, USA) l’annuale vertice dei banchieri mondiali, come avviene dal lontano 1982.

Mario Draghi, presidente BCE, sarà ovviamente presente in compagnia dei suoi colleghi.

La Banca Centrale Europea deve decidere il da farsi: lasciare o meno in essere il programma di acquisti di bond europei.

Il miglioramento dell’economia europea ha già permesso ad aprile scorso di alleggerire la mole di acquisti portandola da 80 miliardi di € al mese a 60. In molti hanno visto in questa mossa l’inizio del tapering, ovvero la riduzione dell’ammontare degli acquisti mensili.

Gli analisti vivisezioneranno ogni singola parola, ogni singola smorfia del numero uno della BCE per intuire le intenzioni dell’istituto di Francoforte. A meno che egli lasci tutti a bocca asciutta rimandando ogni accenno alle decisioni prese a un futuro prossimo (autunno?).

Il limite al 33%

C’è una questione però che credo stia facendo perdere il sonno al Dott. Draghi: la BCE sta finendo i titoli potenzialmente acquistabili.

Come regola fondamentale degli acquisti c’è il vincolo perentorio di non poter eccedere il 33% del totale del debito di ogni Stato sovrano. I titoli tedeschi e portoghesi stanno già per finire.

L’inflazione stagnante

Il problema è che l’inflazione è ancora stagnante: dopo aver toccato il 2% a febbraio (grazie ai rincari invernali) è scesa nuovamente a luglio al 1,3%. L’euro che si è ultimamente rafforzato contro il dollaro non ha certo aiutato i prezzi a salire.

Andamento dell’inflazione europea dal 2012 a oggi – Fonte: Financial Times

Il limite del 33%, soprattutto riguardo ai Bund tedeschi, potrebbe indurre alla scelta obbligata di continuare il tapering, affermano gli analisti di Citigroup.

La BCE da una parte deve tener conto dei dati sull’economia reale, dall’altro deve capire come uscire dalla situazione di stimoli monetari (QE) iniziati a gennaio 2015.

Ammontare dei titoli di debito pubblico per nazione detenuti dalla BCE in miliardi di euro – Fonte: Financial Times

La Germania, con un debito pubblico di circa 2.100 miliardi di €, ha nelle casse della BCE circa 400 milioni di €. Gli analisti di Citigroup stimano che a Febbraio prossimo possa venir raggiunto il limite del 33%.

Questo potrebbe portare a un minor acquisto di debito pubblico tedesco, dirottando gli acquisti verso il debito di Olanda, Irlanda e Portogallo secondo gli analisti di UBS.

Questi ultimi ipotizzano anche una diminuzione degli acquisti di debito francese e italiano.

Al di là dei singoli paesi ci sono anche problemi politici: la Germania ha recentemente accusato la BCE di violare le regole comunitarie appellandosi alla Corte di giustizia europea.

Strategisti di BlackRock temono che la riduzione degli stimoli avvenga troppo presto, vanificando gli sforzi per mantenere l’inflazione a livelli accettabili.

Ma se quest’ultima non ricomincerà a salire sarà molto difficile per Mario Draghi cambiare le regole del gioco (per esempio aumentare il limite del 33% a un livello più alto). La Germania si opporrebbe con tutte le sue forze.

Il dilemma della BCE
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Giovanni Bajetto

Consulente in Tokos
Consulente finanziario, gestore dei portafogli clienti e web manager della società.
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