Torino, ottobre 2014

Il QE di Mario: ovvero “pensa prima di fare”

Non è ancora finita la tiritera sul TLTRO, che iniziano le pressioni perchè la Banca Centrale Europea acquisti direttamente i titoli di stato. La cosa è già stata fatta, con risultati considerati positivi (in italiano: non so se ha fatto del bene, ma non sembra per ora aver fatto del male); perchè non si fa ancora in Europa?

lo spunto arriva dall’articolo del Wall Street Journal. Una frase mi ha particolarmente colpito, e la cito integralmente: “The debate in markets remains unsettled: Is the ECB exhausting all other options before buying government bonds in large quantities, or is it trying everything to avoid such purchases?”

Il giornale sembra dare per scontato che non ci siano motivi per cui l’ECB non debba acquistare titoli di stato europei. A me però ne vengono due, uno ovvio, l’altro un po’ meno. quello meno ovvio è anche il più importante.

Il primo è che a differenza del Giappone e degli Stati Uniti, non c’è un solo tipo di titoli di stato. E’ diverso comprare titoli Spagnoli, Tedeschi o Portoghesi. O anche Francesi, che sono i peggiori in assoluto (ma questo sarà un altro post).

Il secondo, e molto più grave, risale alla crisi Greca. all’epoca l’ECB aveva già fatto un intervento di acquisti, per sostenere il prezzo del debito Greco. Al default (oops, “ristrutturazione volontaria”), ci fu “lo scambio” di cui si da notizia qui.

La conseguenza non è ovvia… Fino a che non ci si pensa. Immaginate che vi sia una crisi in Italia simile a quella dell’ultimo governo Berlusconi e conseguente avvicendamento con Monti, con BTP al 10% etc.: un detentore di BTP deve essere contento o scontento se l’ECB si mettesse a comprare i BTP inn quantità industriali?

C’è un solo modo di essere contenti in quello scenario: vendere i propri titoli alla ECB. O a chiunque altro. Insomma, più la ECB compra, più gli altri detentori hanno motivo di vendere: infatti, immaginamo che il debito pubblico ammonti a 1.000, e la disponibilità europea per aiutare l’italia sia 500.

In quello scenario, se ho un BTP mi aspetto di uscire dalla ristrutturazione con circa 50 su 100 di nominale.

Immaginiamo ora che lo scenario sia lo stesso, ma l’ECB in fretta e furia compri 250 di debito italiano. Improvvisamente, io mi devo aspettare di uscire dalla ristrutturazione con…

33 su 100 di nominale. Infatti, Draghi vuole essere pagato integralmente perchè, per citare un noto giocatore di calcio, “io può”. Quindi dei 500, 250 vanno a lui, ed il corrispondente debito prende un’altra strada. restan 250, sui 750 residui, da cui 33,33 su 100 di recovery.

La cosa non è tanto diffusa sui giornali, ma è nota fina da quando avvenne, per riferimento basta leggere qui.

Quindi sia la ECB che il fondo monetario internazionale sanno fin da allora che la ristrutturazione “alla Greca” avrebbe posto una pietra tombale sugli interventi della ECB a sostegno dei debiti pubblici. Ora la situazione è anche peggiore, perchè in mezzo c’è stato l’LTRO, tramite il quale le banche hanno comprato i titoli di stato con i soldi di Draghi. E quando ci fu la ristrutturazione Greca, le banche presero la stessa botta dei privati, ma vennero “aiutate”, in pratica accedendo agli aiuti.

Per chi pensi di poterlo fare nella vita di tutti i giorni, i fatti descritti vanno sotto il nome di “bancarotta preferenziale” con pene da uno a cinque anni di reclusione. Ma c’è chi subisce la legge e chi ne è al di sopra.

Giovanni Ponzetto
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Giovanni Ponzetto

Socio in Tokos
Si occupa dal 1988 di investimenti finanziari.
Ha lavorato come gestore per primari gruppi finanziari e assicurativi.
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