Torino, febbraio 2016

Il triangolo no, ovvero: perché la lotta all’uso delle banconote è sbagliata, ma soprattutto pericolosa

Lady Bracknell. Ah! Una vita costellata di incidenti, vedo; forse troppo eccitante per una giovane donna. Personalmente non sono a favore di esperienze premature. [Si alza, guarda l’orologio] Gwendolen! La nostra partenza si avvicina. Non possiamo perdere un attimo. Per pura forma, Mr. Worthing, sono in dovere di chiederLe se Miss Cardew ha una piccola dote?

Jack. Oh! Circa centotrentamila Sterline in titoli di stato. Tutto qua. Addio, Lady Bracknell. E’ stato un piacere vederLa.

Lady Bracknell. [si siede di nuovo.] Un momento, Mr. Worthing. centotrentamila Sterline! E in titoli di stato! Miss Cardew sembra una giovane molto attraente, a guardarla meglio. Al giorno d’oggi poche ragazze hanno qualità solide, qualità che durano, e migliorano col tempo.“

da”l’importanza di chiamarsi Ernesto”, di Oscar Wilde, traduzione dell’autore. 130.000 Sterline di allora equivalgono a circa 20 milioni di EUR oggi.

La imperiosa Lady Bracknell, ruolo interpretato da Judy Dench nella versione cinematografica, viveva in un mondo ordinato, in cui la rinuncia al possesso del denaro era remunerata. “Qualità che migliorano con il tempo” non è più però una battuta adatta ai titoli di stato odierni, in cui il rendimento del titolo di stato tedesco è negativo fino alla scadenza sette anni.

Si legge in questi giorni presunte pressioni da parte di varie entità politiche (banche centrali, economisti etc., vedi) verso l’abolizione della banconota da 500 EUR, poiché sarebbe sinonimo di evasione e delinquenza. Sembra ovvio.

Naturalmente, ad uno scettico come me tutto ciò che sembra ovvio puzza.

Si è innescata una venerazione di massa verso l’idea di una economia “cashless”, in cui sarebbe possibile per i governi conoscere ogni transazione monetaria, ed evitare il Male e difendere il Bene. E che cos’è il concetto di proprietà privata di fronte ad un fine sì nobile? Come ogni scettico che si rispetti, andiamo a studiare Storia, perché mentre la Storia merita l’iniziale maiuscola. l’economia no.

La correlazione è falsa

Partiamo con ordine: quando venne creato l’Euro, la Germania aveva in circolazione la banconota da 1.000 Marchi. In qualche forma, ha ancora corso in Germania, perché a differenza di paesi come l’italia, che ha un concetto piuttosto “duttile” degli obblighi dello stato verso i cittadini, la possibilità di cambiare la vecchia valuta con la nuova non ha scadenza (vedi). Difatti, l’abolizione di questa possibilità può essere indifferentemente descritta come “ripudio unilaterale del debito” oppure “tassa di possesso verso ignoti ad aliquota 100%”. Ma tant’è, la vera caratteristica dell’italiano è la rassegnazione.

Tornando a bomba: dato che tra i futuri aderenti all’Euro la banconota con valore più alto in assoluto era Tedesca, ci si aspetterebbe che i Retti e Saggi Italiani di allora, con le loro banconote da 500.000 lire, che è la metà, fossero stati convocati presso la Bundesbank per dare consigli su come combattere evasione e corruzioni, rampanti attraverso tutti i Laender della repubblica, e soprattutto incidere sulle cosche dell’Obersalzberg. Ma per qualche strana ragione, questo non è avvenuto. Chissà perché, le banconote che si usano nelle transazioni sono quelle di piccolo taglio. E per quanto possa spiacere al Pensiero Unico, evasione, delinquenza e corruzione sono transazioni.

Evasione, il cruccio antico

Anche nel quotidiano, quando pecchiamo di disprezzo verso il nostro Stato signore e padrone pagando una riparazione di casa in nero, nessuno chiede: “Dottò, ha mica un taglio più GRANDE?”

Ne deriva che, per assurdo, il politico (includendo in questi tutti quelli che predicano la religione del “banconote = delinquenza”) dovrebbe imporre l’abolizione di tutte le banconote, TRANNE quelle da 200 EUR in su. E questo metterebbe a posto le piccole transazioni, e tutto quel piccolo mondo sommerso che (ufficialmente) la politica disprezza. Inoltre, metterebbe a posto anche i “concentratori” di banconote: il banchetto del mercato rionale, che tanto si cruccia alla giornaliera dichiarazione antiriciclaggio che gli fa lo sportello, non avrebbe più il problema! Se non che…..

Ma che cos’è il denaro?

Come faremmo dopo a fare transazioni tra noi? Ovvio, dicono i nostri additando Francia, Svezia, Germania etc. (tutti paesi in cui, a mia memoria, lo stato non ha dal dopoguerra fatto prelievi forzosi sui conti, dato che sarà utile in seguito): La moneta di plastica!! tutto un fiorire di carte di debito, di credito, tassi massimi, rendicontazioni online, etc. Ma. C’è un ma, ed è semplice.

La banconota, in quanto tale, rappresenta un debito dell’entità che la emette nei confronti di chi la detiene. Non ha scadenza legale ed è un titolo diretto al portatore, in un rapporto con solo due contraenti, con il detentore che funge anche da custode. Invece, tutte le altre forme che si usano (carte di credito o di debito) NON sono tali, e la transazione non è più a due, ma a tre o più.

Il Bancomat, o carta di debito come più propriamente andrebbe definita, ha come premessa che il denaro sia depositato presso una Banca; immaginate che ci sia anche già tutte le tutele e le salvaguardie del caso, garanzia europea sui depositi bancari, interventi statali di salvaguardia dei conti correnti etc. E se internet non prende? Pensate veramente che se la banca emittente saltasse in Venerdì potreste fare benzina nel weekend?   Quanto ci mettereste a ricuperare la disponibilità del vostro denaro? Ricordate, NON è contante: la banca quel denaro lo ha prestato. Quindi, un bancomat o due bancomat di banche diverse? (ed in paesi diversi, ma questa è un’altra storia) Tenete conto che nessuno sta immaginando un modo di fare transazioni “di plastica” in forma anonima tra cittadini: se vorrete fare un regalino monetario per il compleanno alla nipote, sarete in quattro: voi, vostra nipote, la vostra banca, e la banca della nipote. E lo stato. Sembra di guardare “The Truman Show”.

La carta di credito! Ma certo, mica devo avere i soldi, pago a fine mese! E magari rateizzo, al 15% ma rateizzo. Peccato che la carta di credito, da chiunque emessa, presuma la disponibilità di un conto bancario. No banca, no carta. O Nuova banca, sarebbe interessante conoscere qualcuno che abbia ancora il conto alla “nuova” banca Etruria. Per vedere l’effetto che fa.

Naturalmente, il libretto di assegni ha la stessa valenza. Ha un piccolo vantaggio: immaginate che, in un impeto di buonismo, sia vietata la detenzione di armi da tiro ai privati. Ma voi siete tignosi, l’arma ed il relativo porto ce l’avete già, ed andate trulli in armeria a comprare le munizioni, per andare al poligono con gli amici, e poi… “BBBBBIIIIIIIIIIPPPPP!” “Siamo spiacenti, la transazione è andata inesitata. Rivolgersi al proprio istituto.”

Se invece pagate con l’assegno, verranno a casa vostra. A prendervi. Naturalmente, avete capito che non è possibile immaginare un sogno ( o incubo) in cui il contante è abolito, sia pure solo i 500 EUR, e gli assegni no.

A proposito. Fumate? Comprate vino in quantità che spalmate sul periodo fra un acquisto e l’altro vi farebbero uscire dal limite per guidare? Tenete conto che sono un Ex Carabiniere, la frase “l’ho preso anche per gli amici!” l’ho già sentita. Ah, già, “lo facciamo per combattere la droga!!!”, ma spesso chi si droga pesante, trova delle modalità. Fa favori che non dovrebbe, etc. In più, L’Europa, che ha assorbito paesi dell’ex blocco sovietico, dovrebbe ricordare che è sempre possibile usare contante in un qualunque paese, basta che non sia il proprio. L’argentino usa i dollari, peraltro, come il Venezuelano: se gli dite che è ora di basta con la carta moneta, vi dirà “era ora, mi spaccavo la schiena a portare abbastanza Bolivar per pagare una cena in quattro! Non se ne può più!!”

Il porcellino di terracotta

Ma le banconote, come prima di loro nei sistemi monetari a base metallica l’oro e l’argento, hanno anche un’altra funzione: sono un deposito di ricchezza, come titoli di stato, o depositi bancari,o altri investimenti ritenuti sicuri. Sono anche il metro dal quale si parte in tutte le decisioni di investimento, perché anche mettere i soldi su un conto corrente a interesse zero è un investimento: sto pagando la custodia e amministrazione, e l’ho sempre pagata, sotto forma di minore remunerazione rispetto a quanto la banca guadagnava usando quel denaro. Con le ultime “scenate” bancarie, Etruria/Marche/Ferrara, e Novo Banco in Portogallo, la paura del Bail-in ha spinto molta gente a chiedersi se quella custodia vale abbastanza. Si chiede spesso, per rassicurare la popolazione, una garanzia Europea sui depositi.

Un momento. Qualcuno ha detto “garanzia Europea sui depositi”? Ah già: IO. Perché vedete, una garanzia europea sui depositi…..c’è già. Vi ricordate una frase leggendaria di Bini Smaghi a favore dell’emissione degli Eurobond (emessi dalla unione europea come debito veramente europeo)? Disse che questi nuovi titoli, condividendo la capacità di pagare di tutti i paesi Europei, sarebbe stato “meglio del titolo di stato Tedesco”. Naturalmente scoppiai a ridere.

Dopo aver smesso di ridere, però, mi misi a pensare. E mi resi conto che quel titolo c’è già, e si chiama [rullo di tamburi] “Banconota in Euro”.

  • Dovunque vada in europa, ha corso legale (traduzione: è trattato come debito di tutti gli stati Europei, in solido);
  • è al portatore;
  • NON paga interessi, ma il nominale non scende nel tempo e non scade.

UN MOMENTO! NON paga interessi… Ma non ne perde. Faccio la custodia “in proprio”, che costerà qualche cosa, ma tra 0,2% di bollo Monti e rendimento negativo su titoli sicuri, ha un vantaggio in termini di rendimento che potrebbe bilanciare i rischi relativi alla custodia… State capendo dove sto andando a finire?

Whatever it takes

In pratica, la mia percezione è che non ci sia nessuna relazione tangibile tra esistenza delle banconote e tutti i Babau che i vari sostenitori portano contro le banconote, e spesso ci sono soluzioni più semplici e migliori. Lo scopo non è quello, ma dipende dai tassi sottozero. Il vero problema è una cosa che in economia politica si chiama “velocità della moneta”.

 In una economia di mercato, a tassi di interesse positivi e normali (in cui solo il secondo aggettivo è una opinione) il rapporto tra il prodotto interno lordo e la massa monetaria nelle sue varie accezioni varia in funzione del ciclo economico. Ma negli ultimi anni, molto probabilmente a causa dei tassi bassi, l’espansione monetaria delle banche centrali viene più che controbilanciata dal fatto che il denaro messo in circolazione in realtà circola molto meno di prima (vedi). Per dirla con Lewis Carroll, “Now, here, you see, it takes all the running you can do, to keep in the same place. If you want to get somewhere else, you must run at least twice as fast as that!” [“Vedi, qua bisogna correre più che si può per rimanere nello stesso posto. Se si vuole andare da qualche altra parte, bisogna correre il doppio!” da “Alice attraverso lo specchio”]

Quindi, quando si arriva a tassi di mercato vicini allo zero, o peggio si va sotto, si entra nel mondo di “Alice nel paese delle meraviglie”. No, non ho ancora incontrato il Bianconiglio con la sua fretta ed il suo orologio, ma oggi è il mio “noncompleanno”. E abbassare i tassi già negativi (non si trova mai un burocrate che di fronte ad una sua decisione che dà problemi non dica “raddoppiamo gli sforzi”), paradossalmente aumenta i problemi: le banche perdono sui depositi, quindi ALZANO i tassi richiesti sui prestiti alla clientela. Le spese fisse aumentano, e quindi aumenta la convenienza a togliere denaro dal sistema bancario. Inoltre lo stock di ricchezza è molto maggiore del flusso di ricchezza (crescita economica), e quindi la “limbo economy” dei tassi ancora più negativi può dare effetti speculari: Il costo effettivo del denaro salirebbe. Ma soprattutto, la reazione economicamente razionale, semplice e incontrovertibile è ….. portarsi il denaro a casa. Il tasso negativo difatti è una tassa, e la gente la percepirà come tale. il flusso di denaro in uscita dal sistema bancario potrebbe essere maggiore del denaro “stampato” dalla BCE, e l’economia rallenterebbe. Chiedete ai Greci poi cosa vogliono dire i controlli sul contante, e quanto aiutino la crescita economica.

La reazione istintiva della politica non sembra però “analizza il problema – trova la soluzione”, ma “cambia le regole in funzione della soluzione che hai”, da cui: eliminiamo le banconote, che quando sono in circolazione non si possono mettere a tasso negativo: li mandiamo tutti in banca, e facciamo quel che vogliamo. Tanto, anche se il tasso annuo diventa -5% mica li lasciamo uscire. Vuoi prelevare? Come la Grecia. 400 Euro al mese. E se lo stato si vuole accomodare a prelevare anche lui?

Come se ne esce? Boh. A me basterebbe che ci si parlasse tra adulti. Sopra lo zero di tassi, al parola è all’economia. Sotto, è alla politica.

Aggiornamento: la politica, evidentemente, ha preso una decisione.

Chissà perchè, mi sembra di risentire Alberto Sordi ne “il Marchese del Grillo”…

La ventilata abolizione della banconota da 500 EUR si avvicina:  la BCE è passata dalla posizione bancaria nazionale “tedesca”, che richiedeva prove certe del fatto che l’esistenza di questa banconota favorisse l’illegalità (il che avrebbe comportato controllare se dopo l’abolizione fossero crollati certi tipi di traffici in misura rilevante), alla frase Mariodraghesca per cui sarebbe “note used by savers to hoard tens of billions of euros as an instrument also used by criminals” [banconota usata dai risparmiatori per mettere da parte decine di miliardi di Euro sarebbe uno strumento usato anche dai criminali].

Ma guarda, ed io che pensavo che i criminali usassero degli Euri paralleli con la faccia di John Gotti.

Peggio ancora, qualcuno potrebbe pensare che il concetto base di moneta fosse di essere fungibile. Solo perchè sia chiaro: se si mette in dubbio che la moneta debba essere utilizzabile per qualunque transazione, si compie un salto concettuale verso la sua collettivizzazione. una sorta di patrimoniale al 100%.

Ma tant’è, non è che la reputazione di professionalità delle banche centrali, e la loro eventuale inclinazione a bloccare certi voli pindarici del potere politico, potesse essere difesa dopo l’ultimo semestre. Il problema è un’altro: le banconote da 500 rappresentano in soldoni poco meno di 310 miliardi. Se le abolisco, in sostanza abolisco la passività “europea” e la trasformo in passività bancarie nazionali!! Bello, vero? Tra l’altro, pensare che una percentuale significativa di quelle banconote siano detenute da “criminali” vuol dire che ormai l’incompetenza economica ha raggiunto le tesorerie dei cartelli della droga.

Giovanni Ponzetto
Seguimi

Giovanni Ponzetto

Socio in Tokos
Si occupa dal 1988 di investimenti finanziari.
Ha lavorato come gestore per primari gruppi finanziari e assicurativi.
Giovanni Ponzetto
Seguimi

Ultimi articoli di Giovanni Ponzetto (vedi tutti)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta