Torino, ottobre 2014

L’Italia (s)vista da lontano

L’Italia comincia a essere percepita, anche dagli Stati Uniti, come il grande malato d’Europa. Questo articolo, è il primo che fanno ad affrontare il problema del 2015: Mario Draghi ha poche munizioni.

Per carità, difficile finire i soldi se li stampi…

A detta delle Banche, le imprese non richiedono prestiti (almeno, quelle a cui presterebbero); “ma guarda!”, penso io ricordando il 2008, in cui il lavoro del bancario era richiamare le linee di credito, tutte, senza distinzione se il debitore era buono o cattivo. Per citare “il signore degli anelli”, difficile che l’ospite sfuggito dalla finestra rientri volontariamente dalla porta.

L’italia, inoltre si è data varie zappate sui piedi. Sempre con le migliori intenzioni, per carità.

Le associazioni di consumatori hanno spinto ed ottenuto che le nuove emissioni obbligazionarie retail avessero una “garanzia di un anno” contro il default da parte del sistema bancario, di fatto impedendo l’accesso diretto al credito dal parte delle imprese medie domestiche. I tagli minimi sono continuamente saliti, senza che nessuna autorità intervenisse (stiamo arrivando a tagli da 200.000 EUR). un mercato non bancario di obbligazioni societarie non è nel progetto.

Nell’articolo si parla di acquisti diretti di titoli di stato da parte della BCE, per spingere l’economia e le dinamiche dei prezzi. Ma la BCE lo ha già fatto una volta, con effetti col senno di poi disastrosi. Dopo aver comprato titoli di stato Greci a mani basse, quando si trattò di aderire al fallimento (pardon, “ristrutturazione volontaria”, stupido io), la BCE si mise in punta alla coda, disse “beh, io ne starei fuori”, e voilà, i suoi titoli vennero esclusi, ed ancora pagano sia cedole che capitale. esattamente gli stessi titoli quotati in Italia, che costarono sangue e lacrime. Cambiarono codice, certo, ma fu l’unica modifica.

Quindi, ogni titolo di stato di paese scricchiolante acquistato da Draghi “costa” agli altri detentori dello stesso titolo, perchè diventa “senior”: lui sarà trattato molto meglio, a scapito di tutti gli altri. Per assurdo, la reazione logica ad un massiccio acquisto di BTP da parte di Draghi sarebbe di vendere i propri. Per chi fosse interessato, le banche vennero salvate; ma Cipro, che era “provincia greca” in tutto fuorchè il nome, venne dimenticata e saltò dopo.

E’ quindi, dopo decenni, venuto il momento delle riforme in Italia?

No. Ma è venuto il momento in cui il non farle costerà.

Giovanni Ponzetto
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Giovanni Ponzetto

Socio in Tokos
Si occupa dal 1988 di investimenti finanziari.
Ha lavorato come gestore per primari gruppi finanziari e assicurativi.
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