Nel lungo periodo le azioni non battono le obbligazioni

Torino, agosto 2016

Nel lungo periodo le azioni non battono le obbligazioni

Nel mondo degli investitori, da molto tempo ormai, è entrato nella mente di tutti un concetto dato per assodato e metabolizzato, che può essere così riassunto:

“Nel lungo periodo le azioni battono le obbligazioni”

Iniziamo da un concetto che si è sempre perso per strada. Per valutare gli investimenti, bisogna evitare di prendere in considerazione solo le storie di successo. Quindi, bisogna verificare se questo è vero su tutti i mercati, su tutti i periodi e liberarsi dai preconcetti.

Primo preconcetto: il mio gestore è più bravo

L’analisi va fatta sulla premessa di acquistare l’indice di borsa, non il fondo migliore, il settore migliore o il paese migliore.

In Tokos, tutti i vari articoli su “Il fondo XYZ ha fatto il 45% mentre la categoria di appartenenza (o il mercato, o i titoli di stato, o la vecchietta) ha fatto molto meno” finiscono in un faldone chiamato “il faldone del pescatore”, su cui c’è la classica foto di un tizio con nelle mani un salmone da mezzo metro abbondante. Dato che però il pescatore medio ha più probabilità di pescare il nostro faldone che quel salmone, cominciamo a smontare questa percezione con un piccolo esercizio di aritmetica.

Immaginate di avere, nel vostro laboratorio da genio del male, duemila macachi Rhesus. Dopo innumerevoli sforzi, siete riusciti ad addestrarli tutti a fare questo esercizio:

  1. tirare una monetina per aria;
  2. guardare se viene testa o croce;
  3. se viene testa tirare la leva rossa e se viene croce tirare la leva blu.

Dato che oltre a essere un genio del male siete anche un accanito investitore, decidete di mescolare le cose: volete selezionare il miglior macaco perché curi il vostro patrimonio.

Quindi, ogni anno a inizio anno fate tirare la moneta a tutti i macachi. Se viene testa, vuol dire che mercato salirà, se viene croce vuol dire che mercato scenderà. A fine anno, guardate cosa ha fatto il mercato; per l’anno successivo scartate i macachi che non hanno scelto correttamente.

Cosa succede nel tempo?

AnnoN. macachi
Anno 02.000
Anno 11.000
Anno 2500
Anno 3250
Anno 4125
Anno 563
Anno 631
Anno 716
Anno 88
Anno 94
Anno 102

Quindi, alla fine del decimo anno, un paio di “macachi” vestiti di Versace o Corneliani verranno a proporre un fantastico fondo. Essi vi mostreranno le proprie incredibili capacità: suddetto fondo indovina l’indice da dieci anni. Sia detto per inciso che questo effetto è chiamato “Survival Bias”. Inoltre, lo scrivente è stato, con alterno successo, uno di quei “macachi”.

L’esempio diventa molto meno teorico se si legge l’assunto iniziale in questo modo: i gestori cercano tutti di battere il mercato in cui hanno dichiarato di investire meglio di quanto il proprietario dei risparmi possa fare da solo, in cambio di una commissione. In pratica, la promessa fatta ai risparmiatori è di fare meglio del benchmark, ovvero meglio degli altri. Nel lungo periodo le azioni battono le obbligazioni

Secondo preconcetto: conta solo l’ultimo periodo

Banale dirlo ma una strategia di investimento in cui il principale precetto sia “scegli correttamente in che anno nascere” non può passare come una strategia valida. Per fare un’analisi accurata non possiamo prendere un lasso di tempo a noi comodo. Proprio quello che ci serve per argomentare la nostra eventuale tesi.

Terzo preconcetto: confrontiamo le azioni con i titoli di stato

Questo è l’assunto classico. Esso ha però, dal nostro punto di vista, un errore piuttosto grave… Non tiene conto di niente che ci sia a metà strada tra questi due investimenti.

Infatti, c’è un vasto mare navigabile tra il Bund tedesco e le azioni italiane, fatto di obbligazioni Italiane, di titoli corporate (emesse da banche e società private) anche ad alto rendimento (i cosiddetti high yeld) e obbligazioni convertibili. Tutti questi sono strumenti in cui, se l’intermediario e l’autorità non lo ostacola, un investitore può mettere dei soldi. Facendo questo tipo di investimento, inoltre, a norma del codice civile di tutti i paesi, suddetto investitore rischia meno che investire direttamente in azioni. In caso di fallimento normalmente ottiene qualcosa, mentre l’azionista non ottiene nulla a meno che i creditori sopra di lui siano integralmente soddisfatti.

Inoltre, molto spesso le società quotate emettono anche altri strumenti (convertibili, obbligazioni), in cui è possibile investire.

L’analisi di Tokos

Detto ciò noi di Tokos ci siamo permessi di fare un’analisi confrontando vari indici, prendendo in cosiderazione un periodo di tempo abbstanza lungo e neutrale. Per completezza, gli indici azionari includono i dividendi lordi e sono tutti trasformati in Euro alle date di rilevazione. Tutti i rendimenti sono al lordo della tassazione. A titolo di mera curiosità, abbiamo anche aggiunto oro e argento alla lista.

L’indice più “giovane” tra quelli disponibili su Bloomberg parte dal 1998.

Ecco i valori dal 2 gennaio 1998 al 1° luglio 2016:

 Investimento19982016PerformancePerformance annua
Azioni Giappone8,815,577,2%3,1%
Azioni Europa281,2575,3104,6%3,9%
Azioni USA12013571197,3%6,1%
Azioni UK1439,64870,7238,3%6,8%
Bund 10 anni5,3-0,1161,9%5,3%
Bund 30 anni5,90,4190,7%5,9%
Btp 10 anni5,71,2177,3%5,7%
Corporate Euro107,3270,1151,8%5,1%
Corporate High Yield100,4347245,7%6,9%
Oro265,31204,5354,1%8,5%
Argento5,517,7223,0%6,5%

Come si può notare, in diciotto anni e mezzo circa, la scelta migliore come investimento produttivo di frutti sarebbe stata… L’oro in lingotti!

La classifica in dettaglio:

InvestimentoPerformance
Oro354,1%
Corporate High Yield245,7%
Azioni UK238,3%
Argento223,0%
Azioni USA197,3%
Bund 30 anni190,7%
Btp 10 anni177,3%
Bund 10 anni161,9%
Corporate Euro151,8%
Azioni Europa104,6%
Azioni Giappone77,2%

Per riassumere: anche usando il metodo sbagliato di prendere due punti arbitrari distanti nel tempo, la borsa può non essere l’investimento migliore. Inoltre, ciò che spicca ai nostri occhi non sono l’oro e l’argento. L’indice High Yield, che nel periodo ha fatto più del doppio della borsa europea (+245% contro +105%).

Prima che qualcuno sospetti la “selezione dei dati”, invitiamo a guardare questo grafico. Nel lungo periodo le azioni battono le obbligazioni

Nel lungo periodo le azioni battono le obbligazioni

Fonte: Bloomberg

Dow Jones Euro Stoxx 600

E’ l’andamento dell’indice Dow Jones Euro Stoxx 600 dividendi inclusi, dal 1996 a oggi. Alla data di base per il calcolo, 2 gennaio 1998, l’indice valeva circa 281, vicino alla linea rossa.

Cosa succede, invece, se prendiamo come data iniziale il 25 febbraio 2000 per la nostra analisi? In fondo, se le azioni battono le obbligazioni, le battono sempre e comunque… O no?

InvestimentoPerformance
Oro301,3%
Argento242,5%
Bund 30 anni190,7%
Azioni UK184,2%
Corporate High Yield177,4%
Btp 10 anni177,3%
Bund 10 anni161,9%
Corporate Euro126,0%
Azioni USA89,4%
Azioni Europa3,6%
Azioni Giappone-11,3%

Se sono un accorto investitore che ha messo i soldi tutti nel mercato inglese ho fatto solamente il 6% in meno del Bund a 30 anni. L’indice europeo High Yield ha battuto l’indice europeo (177% a 3,6%).

Un ipotetico piano di accumulo

Ma ancora più interessante: cosa succede se verso 1.000 euro alla settimana, l’equivalente di un piano di accumulo?

VersatoFinalePerformance
Corporate High Yield966.0002.298.233,80138,2%
Azioni USA966.0002.119.774,40119,4%
Azioni UK966.0002.087.265,70116,1%
Corporate Euro965.0001.541.863,6759,8%
Azioni Giappone966.0001.418.846,2946,9%
Azioni Europa966.0001.326.320,5237,3%

L’indice High Yield, composto da obbligazioni, batte gli indici azionari.

Il tutto prendendo un punto di partenza “generoso”: non abbiamo voluto accanirci. Nel lungo periodo le azioni battono le obbligazioni

Questo articolo non è da intendersi in alcun modo come una forma di sollecitazione al pubblico risparmio.

Giovanni Ponzetto
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Giovanni Ponzetto

Socio in Tokos
Si occupa dal 1988 di investimenti finanziari.
Ha lavorato come gestore per primari gruppi finanziari e assicurativi.
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