Gli effetti della politica monetaria non convenzionale adottata dalla Banca Centrale Europea si sono fatti sentire con forza nel 2016. Le obbligazioni in euro hanno rendimenti assai modesti, quando non negativi, e sembrano essere poco o per nulla attraenti in una ottica di investimento di medio periodo. Le obbligazioni in valute emergenti possono essere un’alternativa?

I tassi di interesse non sono così bassi altrove. Negli Stati Uniti da tempo la Federal Reserve ha dato segnali di stretta monetaria, alzando, sia pur con prudenza, i tassi a breve termine.

Nel resto del mondo, poi, abbiamo uno scenario “normale”: inflazione non certo prossima allo zero, crescita dei consumi interni, economica e, soprattutto, demografica.

Le obbligazioni non denominate in euro, anche di emittenti solidissimi, hanno di conseguenza rendimenti elevati; l’unica incognita per un risparmiatore è rappresentata dal tasso di cambio dell’euro rispetto alla valuta del bond che si acquista.

Alla luce di questa considerazione, la recente salita dell’euro parrebbe sconsigliare questa scelta, ma le cose stanno veramente così?

Se acquistiamo un titolo di stato tedesco con scadenza fra cinque anni, 100 euro investiti oggi diventeranno 98.75 euro circa.

Lo stesso vale per obbligazioni di emittenti molto affidabili come BEI, World Bank, ecc.

Per ottenere rendimenti positivi assoluti bisogna sacrificare qualcosa alla affidabilità del soggetto a cui prestiamo il nostro denaro: se restiamo sui titoli di stato a cinque anni, l’Italia rende lo 0,7%, annuo, la Spagna poco meno (0,25% all’anno), il Portogallo poco di più (0,9%).

Chi non ha coronarie deboli può comprare titoli del debito greco, anche se non diventerà certo ricco con poco più del 4% lordo di interessi!

E’ ragionevole affermare quindi che, a meno di non correre rischi apprezzabili in termine di qualità dell’emittente, un investimento in obbligazioni in euro renderà molto poco, se non zero, nei prossimi cinque anni.

Ipotizziamo ora di acquistare una obbligazione in pesos messicani, per la precisione la World Bank zero coupon con scadenza 19 settembre 2022 (ISIN XS0320606840).

Con un prezzo di 73 circa e un cambio del peso pari a 0,0472 (un peso vale poco meno di 5 centesimi di euro, mille pesos quindi 47,2 euro circa), per l’acquisto di 100 mila nominali di obbligazioni spenderemo circa 3.500 euro (100 mila nominali pesos a 73 di prezzo = 73.000 pesos che al cambio attuale sono 73.000 x 0,0472 = 3.445,6 euro per la precisione).

Alla scadenza della obbligazione riceveremo 100 mila pesos; per riavere i nostri 3.445 euro investiti il cambio euro/peso dovrà essere 0,0345.

Questo significa che possiamo “permetterci” una svalutazione complessiva del peso rispetto all’euro del 27% circa (il peso può scendere da 0,0472 a 0,0345 contro euro). Una svalutazione inferiore, o, meglio ancora, una rivalutazione della moneta messicana significherà che la nostra scelta è stata vincente rispetto a un investimento in titoli di stato in euro.

Alcuni esempi di obbligazioni in valute emergenti

Di seguito una tabella con alcune obbligazioni in valute che rendono molto, con prezzi, rendimenti e l’indicazione di quanto si deve deprezzare il cambio perché si ottenga comunque un rendimento analogo a quello che si otterrebbe investendo in un titolo di stato tedesco o francese.

 

ISINDescrizioneValutaPrezzoRendimentoSvalutazione*Mercato
XS1640882194BEI 6% 13/07/2020RUB

(Rublo)

996,4-15%MOT
XS1097534751BEI ZC 27/08/2021BRL

(Real)

757,6-25%MOT
XS0082720698WORLD BANK ZC 29/12/2028ZAR

(Rand)

418-59%MOT / ETLX
XS0320606840WORLD BANK ZC 19/09/2022MXN

(Peso)

736,3-27%MOT / ETLX
XS0318345971BEI ZC 05/09/2022TRY

(Lira turca)

649,5-36%MOT / ETLX

(*) con svalutazione intendiamo la perdita che deve subire la valuta per fare in modo che l’investimento renda zero.

Due parole sulle caratteristiche delle obbligazioni della tabella. Poichè sono equiparate ai titoli di stato, la tassazione sugli interessi, fissata al 12,5%, è assai favorevole per un risparmiatore.

Inoltre i tagli minimi sono piccoli ed esse sono quotate sui principali mercati obbligazionari italiani, MOT e TLX, qundi è facile acquistarle.

L’impressione è che in passato questa strategia non abbia pagato, vista la grandissima forza dell’euro e le crisi che hanno colpito di volta in volta le valute dei paesi emergenti.

In effetti, negli ultimi dieci anni i titoli di stato tedeschi, che nel 2007 rendevano ben più di ora, circa il 4.25% all’anno, si sono rivelati una ottima scelta di investimento; mentre rand, peso, lira turca, rublo, ecc. si sono svalutate, anche pesantemente in alcuni casi.

Di nuovo il ragionamento è fallace e incompleto. Infatti, i rendimenti storici offerti dalle obbligazioni in valute emergenti hanno, in alcuni casi, più che compensato l’effetto della svalutazione della moneta. Questo è proprio il caso di chi ha investito in real brasiliani, o pesos messicani dieci anni fa. Male o molto male le altre valute, per lo meno rispetto all’ottimo bund tedesco; ecco perché, in ogni caso, è bene diversificare il più possibile il nostro portafoglio di valute “allegre”.

Quanto sarebbero diventati 100 euro in obbligazioni in valute emergenti

La tabella sottostante mostra quanto sarebbero diventati 100 euro investiti in bund tedeschi e quanto se investiti in obbligazioni in valute emergenti di emittenti sovranazionali (BEI, BIRS, ecc.) nello stesso periodo, nonostante il deprezzamento subito dal cambio.

 

Euro (bund)RubloReal brasilianoRand sudafricanoPeso messicanoLira turca
152,489,5259,5139,6155,046,3

 

Per concludere, i bond a elevato rendimento di emittenti affidabilissimi in valute “emergenti” espongono al rischio del cambio.

In misura adeguata, questa scelta può essere considerata come una ragionevole opportunità di diversificazione per chi investe prevalentemente in obbligazioni i propri risparmi.

Nel caso poi di un deprezzamento dell’euro rispetto alle altre divise, cosa che è avvenuta in passato e potrebbe capitare di nuovo, questa strategia potrebbe riservare grandi soddisfazioni.

Torino, 19 settembre 2017

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Marco Vinciguerra

Socio in Tokos
Esperto di obbligazioni, ha gestito fondi comuni e portafogli assicurativi e previdenziali. Dal 2000 è consulente per gli investimenti di clienti privati e istituzionali.
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