Torino, settembre 2014

Scozia 1 – Catalonia 0

Il referendum scozzese ha confermato l’unione tra Scozia e Inghilterra. Al di là di appelli ai sentimenti, la separazione non aveva senso prima, e non ne avrebbe avuto dopo. riprova della consapevolezza da parte dei proponenti che più si fosse analizzata la cosa, più avrebbero vinto i no, hanno votato anche i sedicenni. Per carità, forse l’intelligenza non è proporzionale all’età, però… Quando la spesa pubblica per abitante è di 2.000 sterline più alta che in Inghilterra, economicamente è meglio avvolgersi nell’Union Jack.

Naturalmente la nostra Lega tifava per la secessione, “dimenticando” che il paragone che proponeva (il nord che si stacca dal resto d’Italia) NON ha paragoni con il caso Scozzese. La Scozia in realtà somiglia alla Basilicata: tanta depressione ed un po’ di petrolio non rendono attraente l’indipendenza. Il vero caso da esaminare è la Catalogna.

La Catalogna è la seconda regione spagnola per GDP, dopo Madrid che ha i vantaggi di essere la capitale e mercato immobiliare non soffre come il resto della Spagna. Ha ambizioni autonomiste da secoli, ed è veramente paragonabile con il norditalia; ha accesso al mare dai due lati, mediterraneo e atlantico, ed ha confini terrestri con paesi al di fuori della nazione di appartenenza. La Spagna senza la Catalogna sarebbe molto più povera, in tutti i sensi: economico, territoriale, culturale etc. Se uno pensa che la Scozia abbia subito molte pressioni per rimanere nel Regno Unito, sarà stupito dal livello che verrà raggiunto nei confronti della Catalogna, perchè per la prima volta vuole staccarsi uno che paga.

In Italia, a dispetto del vecchio nome “lega lombarda”, solo il Nordest ha queste caratteristiche. Il povero Nordovest ha due regioni che in realtà ricevono trasferimenti pubblici (Valle d’Aosta e Liguria), ed una che è a cavalcioni (Piemonte).

Questo metterebbe in dubbio la stessa esistenza del progetto europeista. La cosa non fa alzare dal divano nessuno neanche se in televisione c’è una tribuna politica. Ma dato che mette in dubbio l’esistenza di una burocrazia sia domestica che europea il cui unico scopo dell’esistenza è trasferire risorse, e quindi prenderle, io non escludo nessuna mossa per quanto azzardate per impedirlo. Il nord Italia non è un rischio, dato che non c’è un movimento di quel tipo. La lega anti roma ladrona ci ha dato la provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Ma la Baviera? L’europa potrebbe sopravvivere da un movimento che non è anti-tasse, ma anti-trasferimenti?

Giovanni Ponzetto
Seguimi

Giovanni Ponzetto

Socio in Tokos
Si occupa dal 1988 di investimenti finanziari.
Ha lavorato come gestore per primari gruppi finanziari e assicurativi.
Giovanni Ponzetto
Seguimi

Ultimi articoli di Giovanni Ponzetto (vedi tutti)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Commenta